Domenica

Oggi il vicino non sbraita bestemmie ai suoi cani
pare che qualcuno abbia tagliato le corde vocali ai bambini
azzoppato i ciclisti, imbavagliato le vecchie al mercato.
Forse un fedele dell’unione degli atei e degli agnostici razionalisti
ha fuso la campana della chiesa, chiuso in casa i cristiani piegati sulle loro ginocchia.
Le moto se ne stanno parcheggiate coi serbatoi riempiti di gassosa
i cavi d’accensione delle auto erosi dagli acidi delle batterie.
Anche il frigo tace, non fanno nemmeno un rumore i cadaveri a pezzetti nel congelatore.

Eppure solo ieri il telegiornale parlava di casini ai confini dell’Europa
di muri di zecca da costruire, di gente morta, che muore, che continuerà a morire.
Di disordini in un paese del medio oriente in una città con un nome strano come tante
una di quelle che sanno di pecora e di donne coperte. S’è scoperto che noi uomini civili
le vorremmo scoperte ma non troppo scoperte, a pensarci bene.
In una piazza italiana alcuni esercitavano il diritto di manifestare per i propri diritti
altri rifiutavano i farmaci, altri ne abusavano, altri ancora non ne avevano il diritto.
Molti desideravano la libertà pur non conoscendone il senso.
i più esercitavano la libertà più libera, quella della vendita e dell’acquisto:
compravano porta banane di plastica, teschi tempestati di diamanti
acqua dei ghiacci del polo in bottiglia.

Confidiamo davvero nella bontà dell’uomo?
Nella moneta come somma soluzione di scambio, nell’equità della democrazia
negli stati, nell’organizzazione delle nazioni unite?
Ce la meritiamo, questa sacra famiglia, ce la meritiamo.
Sarebbe come costruire una capanna con pezzetti di legna, sterco, fango, foglie marce
bucarci una finestra ricavarci una latrina, avvitare all’uscio una porta di carta
pensare che s’è fatta una reggia e sentirsi re o regina.
È come fare di una scorreggia un canto.
E dappertutto si orchestra un pianto corale per una vita migliore
che alcuni arroganti trasformano in lagna.
Fragili esseri chiusi nei loro confini temono la geografia stessa
come formiche in cerca di semi, protette dai loro gendarmi
affogano in tutte le forme della brama del piacere.
Come se l’acqua desiderasse il mare.

Che affiori dopo l’uragano o nella stessa tempesta
la pace esiste già in natura, non esiste soltanto la pace tra gli uomini.

Il trionfo della Morte, Peter Bruegel il vecchio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...