La mia vicina

È morta la mia vicina.
era immobile in cucina
in quella casa piena di cose
sembrava anche lei un oggetto
posato tra le cianfrusaglie, i divani
coi cani accucciati sui cuscini
e sotto il suo letto.
Era una donna poco amata
nessuno del cortile
ha speso parole buone per lei.
Ho anche sentito dire
che meritava la fine.
Oggi la guardavo inerte
e la morte non mi ha fatto
cambiare opinione sul suo conto.
È tutto il giorno però che la penso
sdraiata dall’altra parte del muro.

Non mi vanto di aver pensato:
che occasione sprecata la sua,
una vita in un bilocale
con quattro cani due figli un marito
con così poco spazio per l’amore.


Lucian Freud, Annabel Sleeping

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